Come dichiarato esplicitamente dall'autrice, il tema del film è un pretesto per parlare di un mestiere al femminile. In Italia gli studi di genere sono scarsi - ci viene ricordato durante la visione - e quest'opera intende porsi come contributo in tal senso. La struttura è quella del docu-fiction, che alterna parti in costume dedicate alla napoletana Elvira Notari (considerata la prima regista donna in Italia, attiva nel primo trentennio del '900), momenti poetici ed interviste, montate in successione, a numerose registe italiane contemporanee, nonché ad alcune figure della critica cinematografica (anch'esse quasi tutte al femminile, con l'unica eccezione di Gian Luigi Rondi).