(contiene spoiler)
Se il male è banale, come Hannah Arendt ci insegna, è in ogni dove.
Film che possono aiutare a vivere per spettatori occasionali (se navighi da cellulare vai a fondo pagina e clicca su "Visualizza versione web" per accedere a tutte le funzionalità del sito)
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Se il male è banale, come Hannah Arendt ci insegna, è in ogni dove.
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Tratto dall'omonima graphic novel, Watchmen è un film che si distingue dai classici racconti sui superhero movie perché mette profondamente in discussione la figura dell'eroe tradizionale. Invece di presentare personaggi perfetti e privi di difetti, l'opera mostra individui complessi, segnati da traumi, contraddizioni e difficili scelte morali. La storia è ambientata in una realtà alternativa del 1985, durante la Guerra Fredda, in un periodo in cui il mondo vive costantemente sotto la minaccia di un possibile conflitto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica. In questo universo i supereroi sono realmente esistiti ma sono stati costretti ad abbandonare la loro attività dopo essere stati dichiarati illegali dal governo. La vicenda prende avvio dall'omicidio di Edward Blake, conosciuto come il Comico, un ex vigilante dal carattere violento e controverso, responsabile in passato di crimini efferati ma rimasto impunito in quanto “supereroe”. La sua morte spinge Rorschach, uno degli ultimi eroi ancora attivi, a indagare su una possibile cospirazione che sembra coinvolgere anche gli altri membri dei Watchmen.
Ennesimo episodio in qualche modo affiliato alla saga di Star Wars, il film di Favreau (abile regista hollywoodiano, già celebre per Iron Man e Cowboys & Aliens) è un fanta-action fracassone e baracconesco, che intreccia modalità espressive provenienti da diversi generi e filoni cinematografici, dal western al wuxiapian, passando per l'horror e il fantasy, non disdegnando scene di inseguimenti che sembrano provenire da un road-movie concitato e battaglie spaziali da fanta-bellico.
"Gli dèi parlano in modi che molto spesso non riusciamo a comprendere". Ci sono autori che, invece, hanno il dono di veicolare messaggi, mostrare potenza e profondità con una naturalezza che rende lo spettatore attonito. A tre anni dal pluripremiato Oppenheimer, Christopher Nolan torna quindi sul grande schermo proponendoci il suo personale adattamento dell’Odissea, il celeberrimo poema epico attribuito a Omero, che più volte ha ispirato opere cinematografiche e non solo.
Terapia di famiglia (Jamais sans mon psy) di Arnaud Lemort
La valle dei sorrisi è un horror psicologico che riesce a distinguersi dalla maggior parte delle produzioni analoghe grazie a una trama originale e ricca di significati. Pur presentando elementi tipici dell'horror, come il mistero, la tensione, il senso di inquietudine e alcuni tra i più classici jumpscare, l'opera affronta soprattutto temi profondi come il dolore e la ricerca di una felicità solo apparente. Per questo motivo non è soltanto un film pensato per spaventare lo spettatore, come qualcuno potrebbe aspettarsi, ma anche per spingerlo a riflettere.
Giovani, ricchi, arroganti e...infelici. Ma, prima ancora, "indifferenti", direbbe dei protagonisti Alberto Moravia che, peraltro, interviene nella sceneggiatura (e lo si intuisce). Bianco e nero impeccabile (il colore ne avrebbero guastato l'intensità); interpreti e recitazione altrettanto (colpiscono un giovanissimo Thomas Milian e la sempreverde Claudia Cardinale).
Presentato il 10 luglio scorso all’arena San Biagio di Cesena nell’ambito dell’iniziativa Piazze di Cinema, con introduzione assieme alla regista ed all'autrice delle musiche, Gioia mia rappresenta l'esordio nel lungometraggio di Margherita Spampinato, già segretaria di edizione in diverse produzioni italiane, che è autrice anche del soggetto e della sceneggiatura, a partire da ricordi personali d'infanzia.
Capolavoro del neorealismo italiano firmato dal grande regista Pietro Germi, il film narra l'umana vicenda di un gruppo di minatori siciliani costretti, con l'inganno, ad emigrare illegalmente in cerca di una vita senza più fame.