Quando il cinema incontra la psicologia
ES,
IO E SUPER-IO: LE TRE ISTANZE PSICHICHE DI FREUD NE
‘LA GRAZIA’ di PAOLO SORRENTINO
(contiene spoiler)
Paolo Sorrentino, a distanza di un anno da Parthenope, torna sul grande schermo con La grazia, film che ci presenta la figura del Presidente della Repubblica Italiana Mariano De Santis (interpretato da Tony Servillo, alla sua settima collaborazione con Sorrentino e sempre più attore feticcio del regista napoletano). De Santis è a sei mesi dalla fine del suo mandato e si trova davanti a decisioni molto importanti da dover prendere: deve decidere se approvare o meno la legge sull’eutanasia e se concedere o meno la grazia a due detenuti che, per ragioni diverse, si sono macchiati di un delitto domestico. Il film si scopre, fin da subito, essere un racconto che scava nella psiche più profonda del protagonista, tra richiami al cinema onirico di Lynch (il paralume rosso che si vede in alcune scene con la figlia rimanda a uno dei simboli cardine di Mulholland Drive), inquadrature e riprese suggestive nonché collaborazioni inaspettate, come quella con il famoso rapper Guè Pequeno, nominato più volte nel film e presente sia con le sue canzoni che fisicamente in un cameo che resterà nella storia.