In linea generale la maggior parte dei film divide il pubblico: c’è sempre chi lo apprezza, chi lo detesta e chi si trova nel mezzo, ossia chi ne riconosce lati positivi e negativi. Quando si tratta di adattamenti cinematografici di opere letterarie celebri e già rappresentate sul grande schermo, questa dinamica si moltiplica in maniera esponenziale, dividendo non solo ‘chi lo ama’ e ‘chi lo odia’ ma anche chi difende l’opera originale a spada tratta e chi invece apprezza le aggiunte artistiche del regista. È questo il caso del nuovo adattamento di Cime Tempestose diretto dalla regista londinese Emerald Fennell (al suo terzo film dietro la macchina da presa), distribuito nelle sale italiane dal 12 febbraio 2026.
Cinequale
Film che possono aiutare a vivere per spettatori occasionali (se navighi da cellulare vai a fondo pagina e clicca su "Visualizza versione web" per accedere a tutte le funzionalità del sito)
2 marzo 2026
27 febbraio 2026
FILM in home video - "L'amore non perdona" di Stefano Consiglio
L'amore non perdona?
(contiene spoiler)
L’amore non perdona non è un film su una storia d’amore ma sull’amore come esperienza interiore, come forza capace di rimettere in moto una vita apparentemente conclusa. Il centro del racconto non è la coppia ma Adriana, o meglio il suo bisogno di amare, la sua ostinazione emotiva, il suo coraggio silenzioso.
24 febbraio 2026
CURIOSITA' IN SALA - Settimana dal 26/02/2026
Il Suono di una Caduta (Sound of Falling) di Mascha Schilinski
20 febbraio 2026
FILM in home video - "Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery" di Rian Johnson
(contiene spoiler)
Uscito limitatamente nelle sale lo scorso novembre e disponibile da dicembre direttamente su Netflix (che figura tra i produttori), il terzo capitolo della saga iniziata con Knives Out (2019) presenta degli evidenti difetti di sceneggiatura. Innanzitutto è troppo lungo , con una narrazione eccessivamente diluita in una serie di descrizioni di personaggi che, seppur ben delineate e funzionali alla rappresentazione del quadro d’insieme, fanno un po’ calare la tensione in chi è predisposto a godersi un giallo deduttivo, come gli altri due scritti e diretti da Rian Johnson. Le due sequenze di “picco” del film (quella relativa all’omicidio del parroco ed alla sua successiva “resurrezione”) sono orchestrate in modo coinvolgente dalla messinscena ma prima di arrivare alla prima e tra la prima e la seconda a tratti il ritmo manca, anche se l’epilogo è abbastanza imprevedibile nella sua macchinosità e riesce a sorprendere lo spettatore.
17 febbraio 2026
14 febbraio 2026
FILM in home video - "L'enfer" di Danis Tanović (Francia/Belgio/Italia/Giappone 2006)
Il gelo del Cocito dantesco nella famiglia
(contiene spoiler)
Che cos’è l’inferno? Nella teologia moderna è spesso definito come l’assenza dell’amore di Dio: un vuoto che non resta neutro ma viene riempito dall’odio, dal rancore, dall’incapacità di perdonare. L’enfer di Tanović può essere letto proprio come la rappresentazione cinematografica di questa condizione interiore. La vicenda prende avvio da un evento traumatico: il padre delle tre sorelle (Céline, Anne e Sophie) viene sorpreso dalla moglie e da Céline nel suo ufficio con un ragazzo nudo, Sébastien. La moglie lo denuncia per pedofilia. Dopo il carcere l’uomo tenta di rivedere le figlie ma l’irruzione nell’appartamento si conclude con un’aggressione che lascia la moglie paralizzata e incapace di parlare. Poco dopo, disperato, si suicida gettandosi dalla finestra. Questo episodio segna in modo indelebile la vita delle tre ragazze. L’odio della madre verso il marito diventa l’asse portante della loro crescita: le figlie diventano, per così dire, “analfabete dei sentimenti”. Incapaci di costruire relazioni solide, non comprendono fino in fondo le persone che amano, né riescono a decifrarne i moti interiori. Emblematica è la scena in cui Sébastien cerca di confessare a Céline la verità: il suo tentativo viene frainteso come un approccio sentimentale, segno di una profonda incapacità di ascolto emotivo. Quando Sébastien rivela di essersi spogliato spontaneamente, mosso da un amore non ricambiato per il padre di Céline, l’innocenza dell’uomo si profila in tutta la sua tragicità. Céline contatta le sorelle e decide di affrontare la madre. Il viaggio in treno che le conduce da lei è uno dei pochi momenti di luce: per la prima volta le vediamo sorridere, come se fosse possibile una riconciliazione postuma con la memoria del padre. Ma la risposta della madre, «Non sono pentita», annulla ogni speranza. Quelle parole, scritte e fredde, lasciano intendere un movente più profondo della semplice accusa. Qui si manifesta l’essenza dell’inferno: uno stato che non ammette riappacificazioni né perdono. Il discorso di Anne durante l’esame di laurea sulla tragedia di Medea rafforza la chiave interpretativa del film. Come Medea uccide i figli per vendicarsi di Giasone, così la madre sembra sacrificare la serenità futura delle figlie per punire il marito. Il suo sguardo lascia intendere che non si tratta soltanto dell’episodio denunciato, ma di un inganno più radicale: quello dei sentimenti.
10 febbraio 2026
CURIOSITA' IN SALA - Settimana dal 12/02/2026
Cime Tempestose di (Wuthering Heights) di Emerald Fennell
9 febbraio 2026
FILM al cinema - "Marty Supreme" di Josh Safdie
(contiene spoiler)
Marty Supreme segna l’esordio da solista del regista americano Josh Safdie, dopo la separazione artistica dal fratello Benny, con cui aveva firmato tutti i lavori precedenti. I due Safdie arrivano al pubblico con opere individuali quasi in simultanea: solo pochi mesi prima Benny aveva presentato nelle sale il suo The Smashing Machine. Curiosamente entrambi i film si fondano su parabole sportive ma al momento è Josh a raccogliere i maggiori consensi della critica, come dimostrano le numerose candidature agli Oscar e ai BAFTA.
6 febbraio 2026
FILM al cinema - "Sentimental Value" di Joachim Trier
(contiene spoiler)
Casa. Una parola molto semplice. Una delle prime che vengono imparate dai bambini. Una parola che, dall’infanzia all’età adulta, aggiunge al suo significato materiale un senso metaforico, filosofico, ovvero quello di un posto sicuro dove stare. Un posto dove sentirsi ‘a casa’ appunto.