Sequel de Il diavolo veste Prada, il film vede il ritorno nel cast di Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Durante la visione - poco interessante, per non dire banale - viene da porsi una domanda molto semplice: perché nel 2026 ci viene riproposto ancora questo tipo di modello lavorativo?
Cinequale
Film che possono aiutare a vivere per spettatori occasionali (se navighi da cellulare vai a fondo pagina e clicca su "Visualizza versione web" per accedere a tutte le funzionalità del sito)
19 giugno 2026
16 giugno 2026
11 giugno 2026
FILM in streaming - "Io e Annie" ("Annie Hall") di Woody Allen (USA 1977)
(contiene spoiler)
Io e Annie è una malinconica disamina del rapporto amoroso. Il film si apre con una celebre battuta raccontata da Alvy Singer: due anziane signore si lamentano del ricovero in cui sono ospitate. Una dice: «Il cibo qui è davvero terribile» e l'altra risponde: «Sì e le porzioni sono così piccole». Alvy associa immediatamente questa osservazione alla condizione umana: la vita è difficile, spesso dolorosa e fonte di continue sofferenze, eppure appare sempre troppo breve. In questa riflessione iniziale è già racchiuso uno dei temi centrali dell'opera. Per estensione, dato che l'amore è una delle esperienze più significative, si potrebbe dire che anche l'amore possiede le stesse caratteristiche della vita: è fonte di incomprensioni, delusioni e talvolta di autentico dolore ma rimane un'esperienza imprescindibile. Può spezzare il cuore e tuttavia non possiamo fare a meno di cercarlo, proprio come non possiamo sottrarci alla vita stessa.
9 giugno 2026
5 giugno 2026
FILM in streaming - "53 domeniche" ("53 domingos") di Cesc Gay (Spagna 2026)
(contiene spoiler)
Distribuito direttamente su Netflix dal 27 marzo scorso, 53 domeniche fa parte di quelle produzioni concepite per essere viste solo in streaming senza passare per le sale cinematografiche. Cesc Gay - che esordisce nel 1998 ed ha al suo attivo diversi titoli, la maggior parte dei quali mai distribuiti in Italia - traspone per lo schermo la sua omonima opera teatrale del 2020, firmando sceneggiatura e regia.
2 giugno 2026
29 maggio 2026
FILM al cinema - "Nel tepore del ballo" di Pupi Avati
(contiene spoiler)
Il film inizia negli anni '70 e '80, con due eventi che segnano la nascita e l'infanzia di quello che scopriremo poi essere il protagonista del film: la morte di parto della madre e, più di un decennio dopo, quella del padre, avvenuta in Germania dove era andato a cercare fortuna senza però trovarla. Uno stacco di montaggio ci porta all'oggi, con il protagonista, Gianni Riccio, divenuto un affermato showman televisivo, che viene improvvisamente arrestato per vicende finanziarie. Ottenuti i domiciliari, torna nella sua Jesolo a casa dell'affettuosa zia e forse si riavvicina alla sua ex moglie, che nel frattempo ha avuto due figli da un altro uomo dal quale si è a sua volta separata e attraversa un periodo di difficoltà economiche. Riccio, che si sente un uomo professionalmente finito, riceve una proposta dalla conduttrice di un format televisivo sensazionalistico: tornare in tv e dichiarare pubblicamente il suo ritorno assieme alla sua ex moglie (costruito a tavolino). E lui ha anche il coraggio di proporlo a lei, in cambio dell'aiuto economico che le serve. Inizia così lo spettacolo...
26 maggio 2026
24 maggio 2026
FILM in streaming - "To the bone" di Marti Noxon (USA 2017)
23 maggio 2026
FILM in streaming - "Una giornata particolare di Ettore Scola" (Italia 1977)
Un sogno lungo un giorno
(contiene spoiler)
Il film si apre con le immagini di un cinegiornale dell’epoca, che celebrano in modo trionfale l’incontro tra Hitler e Mussolini a Roma nel 1938, che sancisce l’alleanza tra fascismo e nazismo. Dietro questa grandiosità propagandistica emerge però subito una contraddizione significativa: Benito Mussolini rimase contrariato dal rigido protocollo monarchico, che attribuiva al re il ruolo di anfitrione ufficiale di Adolf Hitler, relegando il Duce, “solo” capo del governo, in una posizione subordinata rispetto ai due capi di Stato. Così, anche il semplice fatto che Hitler saluti prima il re e solo dopo lui alla stazione Ostiense diventa simbolo di una gerarchia e di una insoddisfazione personale.