Il regista norvegese Morten Tyldum porta sullo schermo la vita di Alan Turing, genio ante litteram dell'informatica, noto per aver decrittato il sistema di comunicazione usato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Storia autobiografica di amore e di guerra, di passione e di sofferenza, di condivisione e di emarginazione, l'opera si caratterizza per il taglio intimistico del linguaggio (ed in questo la voce fuori campo ed il ricorso al flashback giocano un ruolo decisivo), incentrato sulla figura portante del brillante giovane londinese (Benedict Cumberbatch) dagli occhi freddi come il marmo ed enigmatici - a tratti chiaroveggenti - come la temibile macchina "Enigma".