Adorabile nemica (The Last Word) di Mark Pellington
Film che possono aiutare a vivere per spettatori occasionali (se navighi da cellulare vai a fondo pagina e clicca su "Visualizza versione web" per accedere a tutte le funzionalità del sito)
25 maggio 2017
19 maggio 2017
FILM in home video - "Tentazioni d'amore" ("Keeping the Faith") di Edward Norton (USA 2000)
(contiene spoiler)
Esordio dietro la macchina da presa dell’attore Edward Norton, "Keeping the Faith" (letteralmente “Mantenere la fede”) è una commedia romantica a sfondo esistenzial-spirituale, scritta da Stuart Blumberg ed interpretata dallo stesso Norton insieme a Ben Stiller. Il primo veste i panni di un prete cattolico ed il secondo quelli di un rabbino ebreo, entrambi appassionati delle rispettive missioni, dallo spirito aperto ed innovatore, amici stretti e destinati ad innamorarsi della stessa ragazza...
Esordio dietro la macchina da presa dell’attore Edward Norton, "Keeping the Faith" (letteralmente “Mantenere la fede”) è una commedia romantica a sfondo esistenzial-spirituale, scritta da Stuart Blumberg ed interpretata dallo stesso Norton insieme a Ben Stiller. Il primo veste i panni di un prete cattolico ed il secondo quelli di un rabbino ebreo, entrambi appassionati delle rispettive missioni, dallo spirito aperto ed innovatore, amici stretti e destinati ad innamorarsi della stessa ragazza...
8 maggio 2017
FLASH sui film al cinema - "In Between", "Mal di pietre" e il ritorno di Kaurismaki
Libere, disobbedienti, innamorate (Bar Bahr) di Maysaloun Hamoud
Il film narra le vicende di tre ragazze palestinesi che condividono un appartamento nella Tel Aviv di oggi. Il tono alterna momenti drammatici ad altri di maggiore leggerezza, la narrazione è coinvolgente, le attrici notevoli. Una riuscitissima opera prima che ha un’intensità espressiva in grado di mettere in discussione lo spettatore. Allucinante il titolo italiano: quello originale, Bar Bahr, può significare “tra terra e mare” o “né qui né altrove”; quello internazionale, In Between, si può tradurre con “nel mezzo”.
2 maggio 2017
CINEMA D'ESSAI - “Un amore” di Gianluca Maria Tavarelli (Italia 1999)
Oltre alle teorie di Platone sull’amore (elaborate in particolare nel Simposio), sempre inconfutabilmente valide, sullo stesso tema risulta molto interessante il film di Gianluca Maria Tavarelli, Un amore, che richiama alla memoria un romanzo di Piero Chiara, Una spina nel cuore. Benché il film abbia una trama estremamente semplice, raccontando solo un rapporto d’amore di due personaggi in dodici piani sequenza, la profondità dello stile narrativo e una regia sapiente lo rendono delicato quanto malinconico. In molte di queste scene l’immedesimazione dello spettatore è forte e sentita, non solo perché da sfondo alle varie vicissitudini dei due protagonisti ci sono dei richiami a fatti di cronaca o costume del nostro paese (la storia si snoda dal 1982 al 2000) ma perché inevitabilmente alcune delle varie “scene” sono riproposizioni di vita che ogni spettatore ha probabilmente vissuto in modo similare.
25 aprile 2017
16 aprile 2017
CINEMA D'ESSAI - “Il grande silenzio” ("Die Große Stille") di Philip Gröning (Germania 2005)
Il grande silenzio di Philip Gröning non è sicuramente un film dalla facile visione. La difficoltà tuttavia non consiste nell'affrontare l'assenza di dialoghi di tutta la durata dell'opera (oltre due ore) quanto piuttosto nelle riflessioni che queste immagini suscitano. Lo spettatore - insieme al regista - entra nel monastero della Grande Chartreuse inizialmente con una sensazione di curiosità, la quale, durante l’osservazione delle giornate dei vari monaci votati al silenzio, si tramuta in attento interesse fino a circa la metà del film, quando si insinua un’insopprimibile ansia che spinge alla necessità di una fuga, ad un’evasione. Non dal silenzio, né dalla noia o dalla totale assenza di avvenimenti ma da se stessi. Questo film mette infatti lo spettatore - purché animato di una sensibilità fertile e recettiva - di fronte a se stesso. I minuti interminabili e forse imbarazzanti dei primi piani dei monaci intenti nello studio, nella lettura, nella preghiera sono pregni di una speculazione introspettiva. Il senso di disagio, di inquietudine che si prova osservando le immagini lo si comprende solo giorni dopo la visione, quando le sensazioni e le emozioni decantano, lasciando spazio alla comprensione dell’aspetto più profondo dell'opera.
1 aprile 2017
FILM al cinema - "Il diritto di contare" ("Hidden Figures") di di Theodore Melfi
Tratto da una storia vera, raccontata nel libro omonimo della scrittrice statunitense di colore Margot Lee Shetterly, Hidden Figures (letteralmente "figure nascoste", nulla a che vedere col titolo italiano) si distingue nel panorama cinematografico attuale per aver reso nota una vicenda sinora quasi del tutto sconosciuta e, in parte, ancora attuale.
30 marzo 2017
CURIOSITA' IN SALA - Marzo 2017
(aggiornato alle uscite del 30 marzo)
Piena di grazia (Full of Grace) di Andrew Hyatt
Piena di grazia (Full of Grace) di Andrew Hyatt
27 marzo 2017
FILM in home video - "Doctor Strange " di Scott Derrickson
Un concentrato di esoterismo new age e di sequenze spettacolari, sulla falsariga di una certa tendenza hollywoodiana contemporanea. Il protagonista è tratteggiato con successo, grazie innanzitutto all'incisiva performance di Benedict Cumbertbatch. Anche i comprimari hanno il loro ruolo considerevole (bravi Rachel McAdams, Tilda Swinton e Chiwetel Ejiofor nel dar loro spessore), mentre l'antagonista impersonato da Mads Mikkelsen poteva essere connotato in modo più carismatico.
23 marzo 2017
ARTICOLI - L’arte della traduzione nel doppiaggio cinematografico: "Frankenstein Junior" di Mel Brooks (USA, 1974)
L’etimologia del verbo “tradurre” è di origine latina e letteralmente indica il “portare” - ducere -qualcuno o qualcosa “attraverso” - trans - qualcosa. Effettivamente l’azione della traduzione è proprio un trasportare qualcuno dalla propria lingua, cultura, civiltà e mondo, in un ambito completamente diverso. Anche due civiltà affini hanno sempre aspetti e modalità espressive assai diverse, cosicché la traduzione diventa sempre un’interpretazione. Un bravo traduttore è infatti colui che non si limita solo a trasporre un significante di una lingua in quello di un’altra ma colui che sa interpretarne il vero significato, con tutti i referenti semantici e metalinguistici che ogni testo, frase e singola parola comporta.
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