2 marzo 2026

FILM al cinema - "Cime tempestose" ("Wuthering Heights") di Emerald Fennell

In linea generale la maggior parte dei film divide il pubblico: c’è sempre chi lo apprezza, chi lo detesta e chi si trova nel mezzo, ossia chi ne riconosce lati positivi e negativi. Quando si tratta di adattamenti cinematografici di opere letterarie celebri e già rappresentate sul grande schermo, questa dinamica si moltiplica in maniera esponenziale, dividendo non solo ‘chi lo ama’ e ‘chi lo odia’ ma anche chi difende l’opera originale a spada tratta e chi invece apprezza le aggiunte artistiche del regista. È questo il caso del nuovo adattamento di Cime Tempestose diretto dalla regista londinese Emerald Fennell (al suo terzo film dietro la macchina da presa), distribuito nelle sale italiane dal 12 febbraio 2026.

Già osservando la locandina del film, in cui troviamo un’immagine appassionata dei due protagonisti Catherine (Margot Robbie) e Heathcliff (Jacob Elordi), il titolo del film appare tra virgolette. È un dettaglio che non è sfuggito all’occhio clinico del pubblico e che la stessa Fennell ha sottolineato in un’intervista, spiegando la scelta con la decisione di realizzare una sua personale versione di Cime Tempestose, data l’impossibilità per lei di adattare un libro così denso e complesso. 

Questa scelta può apparire un po’ come un "mettere le mani avanti", avvertendo il pubblico che non troverà una versione classica del romanzo scritto da Emily Brontë nel 1847 ma qualcosa di diverso. E già dall’incipit del film si capisce quale sia la direzione che vuole prendere la regista: assistiamo alla scena di un’esecuzione in piazza tramite impiccagione con molti spettatori, tra cui la giovane Catherine. Al di là del tema della spettacolarizzazione della morte, resa pubblica ed evento da non perdere, assistiamo a qualcosa di più: la persona che deve essere impiccata, prima di morire, ha un’erezione che suscita l’ilarità del pubblico e sguardi ammiccanti da parte di una suora. Il sentiero è tracciato. I temi dell’eros, del contrasto tra amore e morte e della disumanizzazione sono infatti centrali nell’adattamento di Emerald Fennell. Troviamo scene di amore carnale, scene di pratiche sessuali perverse, e una quasi disturbante oggettivizzazione della donna nel rapporto tra Heatchliff e Isabella Linton (interpretata da Alison Rover). 

Si tratta, quindi, di una direzione particolare, sicuramente al passo coi tempi e che ammicca a un pubblico variegato, specialmente ai più giovani. D’altronde, anche nelle inquadrature, nella scelta dei costumi e dei paesaggi nonché nei dialoghi, si ha l’impressione di essere davanti a un’opera "instagrammabile", come se si predisponesse alla realizzazione di reels, screenshot e brevi video con parti estratte direttamente dalla pellicola. 

Il risultato non è del tutto convincente, non per la fedeltà all’opera originale in sé ma per la poca profondità con cui vengono affrontati i vari temi. L’amore tormentato tra Catherine e Heathcliff prende la scena come è giusto che sia ma si ha l’impressione che la regista abbia voluto enfatizzare i temi principali già citati (eros, amore e morte) senza fornirci un giudizio né una direzione particolare. Rimangono al servizio della narrazione e si esauriscono con essa. Anche le interpretazioni del cast (in cui si annovera anche la presenza, nei panni di Nelly, di Hong Chau, già premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2023 per The Whale) sono buone ma niente di più. Forse è proprio questo che rimane di Cime Tempestose di Emerald Fennell: un tentativo di avvicinare i giovanissimi a un classico della letteratura mondiale ma senza quel mordente che possa permettergli di essere ricordato nel tempo. Un tentativo effimero, come se si trattasse di uno dei tanti reels che siamo abituati a vedere quotidianamente scrollando sui social network: ti intrattiene per il momento della visione ma poi diventa presto dimenticabile.

Marco Aurelio Lorusso


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