L’insolito
film-documentario di Tony Gatlif non è solo un viaggio attraverso lo spazio (Latcho
Drom, nella lingua romanes parlata dai gitani, vuol dire appunto “buon
viaggio”) ma anche attraverso il tempo, nell’arco di circa 1000 anni. Il progetto
del regista, infatti, è quello di guidare lo spettatore, al di là degli
stereotipi e dei pregiudizi, attraverso il lungo cammino che le genti Romanes
intrapresero dopo l’anno mille, dalle regioni più occidentali dell’India,
probabilmente il Rajastan, attraverso la Persia, la Turchia, i Paesi dell’Europa
orientale, i Balcani, il Nord Europa, la Francia e infine la Spagna, lungo il
corso dei secoli. Il filo conduttore del film è la musica, unica eredità,
patrimonio e ricchezza di un popolo che ha fatto del nomadismo la sua scelta di
vita, del disprezzo della ricchezza e degli agi dei Gage (i non Rom)
la sua filosofia.
Film che possono aiutare a vivere per spettatori occasionali (se navighi da cellulare vai a fondo pagina e clicca su "Visualizza versione web" per accedere a tutte le funzionalità del sito)
20 novembre 2017
19 novembre 2017
CINEFORUM - "La fille inconnue" ("La ragazza senza nome") di Jean-Pierre e Luc Daredenne (Belgio 2016)
Cineforum dal titolo Mito e realtà - incontro di domenica 19 novembre 2017 alle h 20:45.
29 ottobre 2017
CINEFORUM - "Il posto dell’anima" di Riccardo Milani (Italia 2003)
Cineforum dal titolo Mito e realtà - incontro di domenica 29 ottobre 2017 alle h 20:45.
6 ottobre 2017
CINEMA D'ESSAI - "Onibaba" di Shindō Kaneto (Giappone 1964)
Lo straordinario film di Shindō Kaneto riesce a fondere in maniera eccellente la trama di un’antica storia buddhista - ambientata in un contesto storico tra i più avvincenti del Giappone - con una scenografia tanto semplice quanto notevole. Il sapore di leggenda, di storia didascalica aleggia in tutta l’opera, nei personaggi e nel loro modus operandi, eppure la straordinaria teatralità degli attori proietta lo spettatore in un sì mondo lontano ma incredibilmente familiare.
30 settembre 2017
CINEMA D'ESSAI - "Shoah" di Claude Lanzmann (Francia 1985)
A proposito del film Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani, Primo Levi faceva giustamente notare quanto fosse pericolosa la deriva della memoria che stava indistintamente colpendo sia i carnefici che le vittime e quanti, nati decenni dopo i drammatici avvenimenti, si trovavano nel delicato compito di giudicare e raccontare quanto non avevano vissuto in prima persona. Dalla morte di Levi sono stati prodotti innumerevoli film, fiction, drammi, sceneggiati, commedie e documentari aventi per tema l’olocausto e davvero pochi possono vantare profondità e serietà di analisi.
FLASH SUI FILM 2017: Delbono, Daranas, Gray, Kusturica
(Valutazione critico-esistenziale: SI+ / SI / NI / NO)
Vangelo di Pippo Delbono - SI
Vangelo di Pippo Delbono - SI
26 agosto 2017
CINEMA D'ESSAI - "Tulpan" di Sergej Dvorcevoj (Germania/Svizzera/Kazakistan/Russia/Polonia 2008)
Realizzare un film intenso e poetico con un budget ridotto all’osso, una sceneggiatura semplice, un’ambientazione scarna e desertica, nonché senza attori professionisti, è quasi una sfida che forse pochi registi sarebbero in grado di raccogliere: di sicuro riesce appieno al kazako Sergej Dvorcevoj con lo splendido Tulpan, girato nel 2008. Ciò che resta infatti dopo la visione è senza dubbio un sapore di amara poeticità, quella stessa sensazione che generalmente si prova dopo aver letto una struggente poesia, la quale, benché ci abbia fatto star male, ci ha indubbiamente toccato nel profondo per la sua semplicità, la sua schiettezza del linguaggio, la profondità dei suoi messaggi e la malinconica mestizia con cui ci ha commosso.
20 luglio 2017
FLASH SUI FILM 2017: Ozpetek, Provost, Amelio
Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek
Una sorta di giallo esistenziale, dalle atmosfere un po' cupe e sottilmente claustrofobiche, realizzato con indubbia professionalità. La messinscena è di spessore: dalle ambientazioni alla colonna sonora, dalla sceneggiatura agli attori. Ma il film lascia nello spettatore un senso di indeterminatezza rispetto al suo significato.
21 giugno 2017
6 giugno 2017
FLASH sui film al cinema - "Tutto quello che vuoi" di Francesco Bruni e "Moglie e marito" di Simone Godano
"Tutto quello che vuoi" di Francesco Bruni
Dopo il non eclatante "Noi quattro" (2014), Francesco Bruni mette in immagini una vicenda che si situa sulla falsariga del riuscito "Scialla" (2011), con un adolescente un po' sbandato a confronto con un anziano che pian piano acquisisce per lui un ruolo simile a quello di un nonno.
Dopo il non eclatante "Noi quattro" (2014), Francesco Bruni mette in immagini una vicenda che si situa sulla falsariga del riuscito "Scialla" (2011), con un adolescente un po' sbandato a confronto con un anziano che pian piano acquisisce per lui un ruolo simile a quello di un nonno.
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