1 gennaio 2018

ARTE FIGURATIVA AL CINEMA - Riflessioni su Camille Claudel, prendendo spunto dal film di Bruno Nuytten (Francia, 1988)

Alla difficile domanda su cosa sia l’arte molti critici, filosofi e pensatori di ogni paese, periodo e genere hanno cercato di dare una risposta, spendendo chilometri di inchiostro, dando centinaia di migliaia di risposte tra loro diverse (molto spesso addirittura antitetiche), con poche certezze comuni in merito. Tra queste sicuramente c’è quella della sua indiscussa capacità, compito e missione di commuovere (nel senso etimologico del termine, di movere) chi ne sappia apprezzare e godere le sue manifestazioni più nobili. L’arte dunque deve saper parlare un linguaggio universale, raggiungere gli aspetti più profondi di qualunque fruitore, indipendentemente da ceto sociale, preparazione culturale e appartenenza geografica o storica. L’arte non è solo lingua, pentagramma o colori ma è poesia, armonia ed emozione.

2 dicembre 2017

CINEMA D'ESSAI - "Microcosmos" di Claude Nuridsany e Marie Pérennou (Francia 1996)

"Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia".
Così fa esclamare Shakespeare nella quinta scena del primo atto dell’Amleto al suo protagonista. Dopo aver guardato lo splendido documentario di Claude Nuridsany e Marie Pérennou, Microcosmos, se ne comprende appieno il significato. Il film infatti, lungi dall’essere la solita ripresa voyeuristica di animali esotici intenti a sbranare o migrare, è la rappresentazione minuziosa quanto poetica di animali banalissimi con cui ognuno di noi, in particolare nella sua infanzia, si è imbattuto.

20 novembre 2017

CINEMA D'ESSAI - "Latcho Drom" di Tony Gatlif (Francia 1993)

L’insolito film-documentario di Tony Gatlif non è solo un viaggio attraverso lo spazio (Latcho Drom, nella lingua romanes parlata dai gitani, vuol dire appunto “buon viaggio”) ma anche attraverso il tempo, nell’arco di circa 1000 anni. Il progetto del regista, infatti, è quello di guidare lo spettatore, al di là degli stereotipi e dei pregiudizi, attraverso il lungo cammino che le genti Romanes intrapresero dopo l’anno mille, dalle regioni più occidentali dell’India, probabilmente il Rajastan, attraverso la Persia, la Turchia, i Paesi dell’Europa orientale, i Balcani, il Nord Europa, la Francia e infine la Spagna, lungo il corso dei secoli. Il filo conduttore del film è la musica, unica eredità, patrimonio e ricchezza di un popolo che ha fatto del nomadismo la sua scelta di vita, del disprezzo della ricchezza e degli agi dei Gage (i non Rom) la sua filosofia. 

19 novembre 2017

CINEFORUM - "La fille inconnue" ("La ragazza senza nome") di Jean-Pierre e Luc Daredenne (Belgio 2016)

Cineforum dal titolo Mito e realtà - incontro di domenica 19 novembre 2017 alle h 20:45.

29 ottobre 2017

CINEFORUM - "Il posto dell’anima" di Riccardo Milani (Italia 2003)

Cineforum dal titolo Mito e realtà - incontro di domenica 29 ottobre 2017 alle h 20:45.

6 ottobre 2017

CINEMA D'ESSAI - "Onibaba" di Shindō Kaneto (Giappone 1964)

Lo straordinario film di Shindō Kaneto riesce a fondere in maniera eccellente la trama di un’antica storia buddhista - ambientata in un contesto storico tra i più avvincenti del Giappone - con una scenografia tanto semplice quanto notevole. Il sapore di leggenda, di storia didascalica aleggia in tutta l’opera, nei personaggi e nel loro modus operandi, eppure la straordinaria teatralità degli attori proietta lo spettatore in un sì mondo lontano ma incredibilmente familiare.

30 settembre 2017

CINEMA D'ESSAI - "Shoah" di Claude Lanzmann (Francia 1985)

A proposito del film Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani, Primo Levi faceva giustamente notare quanto fosse pericolosa la deriva della memoria che stava indistintamente colpendo sia i carnefici che le vittime e quanti, nati decenni dopo i drammatici avvenimenti, si trovavano nel delicato compito di giudicare e raccontare quanto non avevano vissuto in prima persona. Dalla morte di Levi sono stati prodotti innumerevoli film, fiction, drammi, sceneggiati, commedie e documentari aventi per tema l’olocausto e davvero pochi possono vantare profondità e serietà di analisi.

FLASH SUI FILM 2017: Delbono, Daranas, Gray, Kusturica

(Valutazione critico-esistenziale: SI+ / SI / NI / NO)

Vangelo di Pippo Delbono - SI

26 agosto 2017

CINEMA D'ESSAI - "Tulpan" di Sergej Dvorcevoj (Germania/Svizzera/Kazakistan/Russia/Polonia 2008)

Realizzare un film intenso e poetico con un budget ridotto all’osso, una sceneggiatura semplice, un’ambientazione scarna e desertica, nonché senza attori professionisti, è quasi una sfida che forse pochi registi sarebbero in grado di raccogliere: di sicuro riesce appieno al kazako Sergej Dvorcevoj con lo splendido Tulpan, girato nel 2008. Ciò che resta infatti dopo la visione è senza dubbio un sapore di amara poeticità, quella stessa sensazione che generalmente si prova dopo aver letto una struggente poesia, la quale, benché ci abbia fatto star male, ci ha indubbiamente toccato nel profondo per la sua semplicità, la sua schiettezza del linguaggio, la profondità dei suoi messaggi e la malinconica mestizia con cui ci ha commosso.

20 luglio 2017

FLASH SUI FILM 2017: Ozpetek, Provost, Amelio

Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek
Una sorta di giallo esistenziale, dalle atmosfere un po' cupe e sottilmente claustrofobiche, realizzato con indubbia professionalità. La messinscena è di spessore: dalle ambientazioni alla colonna sonora, dalla sceneggiatura agli attori. Ma il film lascia nello spettatore un senso di indeterminatezza rispetto al suo significato.