(contiene spoiler)
Primo film diretto in esclusiva dalla produttrice taiwanese Shih-Ching Tsou (Take Out del 2004 era in co-regia assieme a Sean Baker, che qui collabora con l’autrice alla sceneggiatura), Left-Handed Girl racconta una vicenda prevalentemente al femminile, mettendo a confronto quattro generazioni di donne che si barcamenano tra difficoltà familiari e sociali. I pregiudizi di una concezione retrograda della vita (rappresentati dalla figura del nonno) coesistono con la seduzione della facile affermazione personale, la disponibilità affettiva ed empatica di alcuni personaggi incontrati lungo il percorso nonché con la ritrovata armonia familiare dell’epilogo.
Il racconto si svolge in modo abbastanza fluido seppur non con un ritmo concitato; la regia è creativa (soprattutto attraverso articolati movimenti di macchina); la fotografia vivida, colorata e a tratti volutamente sovraesposta; gli attori calibrati e intensi.
Riuscito dal punto di vista espressivo (anche se a tratti lascia in sottofondo nello spettatore appena un’impressione di già visto), il film propone anche spunti costruttivi sotto il profilo esistenziale.
Pier
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