(contiene spoiler)
Al suo terzo lungometraggio Maryam Touzani torna sul tema dell’amore (già affrontato ne Il caftano blu del 2022), con una vicenda che racconta la vita di un’ottantenne di origine spagnola profondamente radicata nel quartiere di Tangeri, in Marocco, dove risiede una consistente comunità ispanica. Quando la tormentata figlia decide di vendere la casa dove abita e di piazzarla in una residenza per anziani, la donna farà di tutto per tenersi l’appartamento e, nel corso della messa in discussione delle sue abitudini conseguente a ciò, incontrerà anche una relazione inaspettata…
Il tema della riscoperta della sessualità e dell’amore in terza età è già di moda da qualche anno e questo film lo declina in modo intenso nonché connotato da una notevole dose di sensibilità, anche grazie alla potente interpretazione di Carmen Maura. La sceneggiatura (della stessa Touzani, con Nabil Ayouch) orchestra una narrazione coinvolgente e la regia le conferisce una prospettiva visiva appropriata, alternando qualche guizzo (la macchina a mano in alcune scene) agli espedienti della più consueta messinscena “invisibile”.
Rinunciando alla maggiore originalità espressa nel suo precedente film, l’autrice si pone più esplicitamente all’interno di alcune convenzioni di genere, in questo caso la commedia a tema psicologico con propositi edificanti, nonostante la drammaticità di alcuni passaggi e il finale aperto. Nel complesso Calle Malaga è un’opera riuscita, che sa unire la valenza esistenziale alla resa espressiva, pur senza cercare vertici in nessuno dei due ambiti.
Pier
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