6 novembre 2026

FILM al cinema - Minotaur di Andrej Petrovič Zvjagincev

Secondo remake del celeberrimo La femme infidèle (in italiano Stephane, una moglie infedele) di Claude Chabrol (Francia, 1969), già riportato sullo schermo da Adrian Lyne con Unfaithful (in italiano L'amore infedele, USA 2002), Minotaur ambienta la vicenda nella Russia del 2022 e intreccia il canovaccio narrativo d'origine alla dimensione politico-sociale, con particolare riferimento alla guerra in Ucraina.

Grazie alla potenza espressiva della messinscena cinematografica, usata però in sottrazione e senza enfasi, Zvjagincev (anche direttore della fotografia, nonché collaboratore alla sceneggiatura ed alla produzione) indaga sul fondo oscuro dell'animo umano, qui rappresentato da una coppia altoborghese dalla vita apparentemente tranquilla. Mettendo al centro della vicenda solo i due protagonisti Gleb e Galina, marito e moglie, con tutti gli altri personaggi che rappresentano principalmente delle funzioni narrative dei primi, il film costringe lo spettatore a confrontarsi con ciò di cui questi si fanno interpreti, ponendolo quindi in una posizione che inizialmente può essere disturbante ma che, viceversa, nel corso dello sviluppo della storia, lo può condurre, per rovesciamento, ad entrare in contatto con quelle potenzialità archetipiche sempre dell'animo umano - e che possiamo riconoscere come patrimonio della spiritualità universale, dato che le ritroviamo in diverse tradizioni religiose o filosofiche - come la pietà, la compassione, l'aspirazione alla verità e alla giustizia. 

L'opera, per la prima parte, induce lo spettatore ad osservare gli eventi dal punto di vista di Gleb, mostrandocelo come un uomo apparentemente tranquillo, una "brava persona" che si divide tra la famiglia (oltre alla moglie, un figlio adolescente) e un lavoro impegnativo da imprenditore, il quale comporta responsabilità non facili da prendere. L'atmosfera tratteggiata è fin da subito sottilmente inquietante e insinua il dubbio sul comportamento della moglie, grazie alla combinazione tra scelte di regia, tipologia di dialoghi (alternati a silenzi) e utilizzo della musica. 

Ad un certo punto viene svelato anche il punto di vista di Galina e lo spettatore partecipa del suo malessere (anche a causa di un precedente tradimento da parte del marito) e dei suoi momenti di evasione attraverso una relazione con un uomo più giovane. L'insistenza sui particolari ha la funzione di far partecipare emotivamente chi guarda alla situazione rappresentata, preparando il rovesciamento di cui sopra. 

Segue il climax narrativo del film ed il viaggio conclusivo a Creta, che, nella mitologia greca antica, è l'isola dove è ambientata la vicenda del Minotauro, un essere dal corpo umano e dalla testa di toro, rinchiuso in un labirinto dove si cibava di vittime sacrificali inviate dalla città di Atene. In questo caso il Minotauro, richiamato anche nel titolo, può rappresentare proprio la condizione in cui rimangono rinchiusi (come in un labirinto metaforico) i due protagonisti dopo l'"accordo" che tra loro stringono implicitamente e senza parole situandosi in quel fondo oscuro dell'umano, che viene rappresentato anche nella dimensione collettiva (oltre che individuale e di coppia).

Lo spettatore assiste a tutto questo attraverso uno stile intenso e sobrio al contempo, che cerca una sorta di distanziamento oggettivo intriso in modo apparentemente paradossale di partecipazione emotiva (inquadrature semplici, narrazione essenziale, uso moderato della colonna sonora, rinuncia a sottolineature di suspense da cinema di genere, grande attenzione ai dettagli), stile funzionale ad evocare per contrasto, rispetto a quanto rappresentato, la pietà verso le vittime, l'aspirazione alla giustizia laddove questa viene negata, l'anelito alla verità che resta invece insabbiata. 

Un film potente nel mettere in scena una tragedia in grado di produrre una profonda catarsi, la quale può diventare funzionale a condurre infine il fruitore verso una dimensione contemplativa intrisa dell'evocazione archetipica descritta. 

Pier

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