(contiene spoiler)
Terzo e ultimo film della Trilogia di Oslo (con Reprise del 2006 e Oslo, 31. august del 2011), il film racconta le vicende di Julie, una giovane donna (interpretata da Renate Reinsve, vincitrice nel 2021 del premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes proprio per questa interpretazione), alla ricerca di sé stessa nella Oslo contemporanea.
Con l'animo inquieto e turbolento, lo sguardo sognatore e un sorriso quasi sempre presente, Julie fa di tutto per capire chi sia veramente e quale direzione dare alla propria vita.
Indaga sé stessa mettendosi continuamente alla prova: cambia percorso di studi e lavoro, mentre intreccia relazioni con uomini di cui, di volta in volta, si innamora.
Bellissima la sequenza in cui il tempo si ferma per tutti, ma non per lei e per il suo nuovo amante, che raggiunge precipitosamente per baciarlo prima di rientrare a casa dal fidanzato con cui convive.
È una donna perennemente insoddisfatta, talvolta apparentemente appagata, ma mai davvero paga di ciò che ha o di ciò che vive.
Nella ricerca della propria identità si tuffa nella vita, cercando di assaporarne ogni istante. Nulla sembra sfuggirle, tanta è la sua fame di esperienze e di emozioni, mentre si avvicina alla soglia dei trent'anni.
Tutto le appare, in fondo, insufficiente o, al contrario, eccessivo, soprattutto quando il suo compagno le prospetta la possibilità di avere un figlio.
In questo incessante girovagare fuori di sé, nel tentativo di trovare dentro di sé un senso e una definizione, Julie sembra quasi non accorgersi davvero degli altri.
Nemmeno di coloro che ama, o che dice di amare.
A tratti si finisce per dubitare di lei, della sua sincerità e della sua lealtà affettiva.
Ciò che sembra interessarle davvero è sé stessa: gli altri diventano occasioni, spunti, slanci attraverso i quali compiere un ulteriore passo nella propria personale ricerca di senso e di identità.
Anche l'amore che dichiara di provare vacilla continuamente e finisce per apparire poco credibile. Non sempre convince la genuinità dei suoi sentimenti, che sembrano proiettati altrove, come se l'altro fosse più uno strumento della sua ricerca personale che una persona da amare veramente.
Alla fine, quando riesce a trovare alcune delle risposte che cercava, Julie è ormai single, soddisfatta del proprio lavoro e apparentemente meno interessata agli uomini, che non sembrano più indispensabili alla sua realizzazione.
L'amore, o qualcosa che gli somiglia, le ha offerto l'occasione di conoscersi meglio. E lei ha saputo coglierla.
Ma a quale prezzo per chi le è stato accanto?
Il film è girato magistralmente, scorre con grande piacevolezza e si avvale di un'ottima recitazione e di una scrittura altrettanto efficace.
Lucido e convincente lo spaccato di vita che ci viene restituito attraverso la figura di questa giovane donna, così inquieta, contraddittoria e affamata di vita.
Una visione decisamente consigliata.
AleLisa
Bella recensione Alessandra. Ho visto questo film dopo 'Sentimental Value' per imparare a conoscere ancora di più Trier e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Lui sa narrare come pochi, Renate Reinsve è la sua Musa ispiratrice e Oslo il suo porto sicuro: quando questi tre fattori si uniscono esce sempre fuori qualcosa di bello. La scena in rewind l'ho trovata memorabile.
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