Anno 1989: il regime di Nicolae Ceaușescu è agli sgoccioli.
Il film (uscito in Italia da meno di un anno) ci racconta un pezzo di Europa facendoci rabbrividire.
Il terrore, infatti, serpeggia ovunque, si avverte, si palpa, immobilizza.
Incisiva - sebbene all’inizio con un po’ di fatica - la cifra espressiva del giovane regista Bogdan Muresanu (a cui si devono anche soggetto e sceneggiatura), potente la fotografia, più che convincente la recitazione dei personaggi, le cui storie si intrecciano fino a convergere nell’epilogo finale: il disfacimento della tirannia.
La sequenza conclusiva è grandiosa: nei suoi 20 minuti di durata, al ritmo travolgente delle note del Boléro di Ravel, dapprima si riscalda per prepararci a quel che avverrà, poi si espande a macchia d’olio, quindi esplode in un tripudio di rabbia e rivolta, miscelando la narrazione ai fatti storici, anche attraverso l'uso di vecchi filmati (che gli adolescenti degli anni ’80 ricorderanno).
Il risultato è davvero potente. Film avvincente, da non perdere.
AleLisa
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