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Il film "Eden" di Ron Howard è ispirato a fatti realmente accaduti nelle Isole Galapagos negli anni '30. Racconta il tentativo fatto da un gruppo di europei di rifondare la propria esistenza lontano dalla civiltà occidentale. Protagonisti di questa scelta sono un gruppo eterogeneo di uomini e donne che per bisogni diversi decidono di abbandonare un mondo fallimentare (guerra, tensioni politiche, conflitti ideologici) nella speranza di costruire una società nuova. L'isola di Floreana diventa l'Eden e già nel titolo stesso vi è una sorta di contraddizione in termini perché nel Paradiso, nel quale la vita si svolge in armonia con Dio e con il creato, tale condizione viene infranta da Adamo ed Eva attraverso la disobbedienza; l'essere umano perde l'innocenza perché vuole emanciparsi dal limite imposto dalla propria condizione e il desiderio di superare il proprio limite diviene la causa della perdita del Paradiso. I protagonisti della storia portano con loro tutto ciò da cui vorrebbero liberarsi e cioè l'ambizione, il desiderio di possesso, la rivalità e la volontà di affermarsi. Nessuno di loro è salvo ed ognuno di loro è dannato. La fotografia del film rende bene tale dannazione con colori cupi o accecanti e con immagini di animali decomposti o con la visione di eventi naturali al limite dell' umana sopravvivenza; la musica accompagna tale danza macabra in un vortice nel quale non si intravede salvezza. Accenno brevemente alle figure dei personaggi che sono, a mio parere, solamente una rappresentazione delle pulsioni primordiali dell'essere umano. Ritter vuole costruire una nuova filosofia di vita. Eloise vuole realizzare un paradiso di lusso e potere. Margret vuole una vita stabile per sè e la sua famiglia nella quale rivendica la scelta matrimoniale fatta non per volontà ma per paura di rimanere nubile e lotta come un animale furioso per legittimare ciò che non ha scelto, utilizzando anche l'ambiguità e la violenza sordida. Hans, il marito di Margaret, non brilla per spirito di iniziativa. Dore è forse l'unica figura che agisce con consapevolezza e riscatta la sua sudditanza a Ritter con un atto estremo e violento. Riferendomi alla lettura di Kant "Che cos'è l'Illuminismo?", l'invito del filosofo ad uscire dallo stato di minorità per potersi servire della propria ragione rivela un processo di emancipazione intellettuale ma l'emancipazione dell'essere umano conduce necessariamente alla libertà oppure si potrebbe trasformare in una nuova forma di dominio? Nel film si evince che i protagonisti confondono la ricerca della libertà con l'imposizione della propria volontà a scapito di altri. Kant suggerisce che l'autonomia non consiste nel fare tutto ciò che si desidera ma nel saper riconoscere i principi morali che limitano anche la propria volontà e se non vi è la responsabilità la libertà fallisce.
Mi è dispiaciuto molto non aver partecipato al cineforum. Il commento che precede stimola la riflessione sugli argomenti - molto interessanti e vicini alle mie corde - che il film tratta.
Il film "Eden" di Ron Howard è ispirato a fatti realmente accaduti nelle Isole Galapagos negli anni '30. Racconta il tentativo fatto da un gruppo di europei di rifondare la propria esistenza lontano dalla civiltà occidentale.
RispondiEliminaProtagonisti di questa scelta sono un gruppo eterogeneo di uomini e donne che per bisogni diversi decidono di abbandonare un mondo fallimentare (guerra, tensioni politiche, conflitti ideologici) nella speranza di costruire una società nuova.
L'isola di Floreana diventa l'Eden e già nel titolo stesso vi è una sorta di contraddizione in termini perché nel Paradiso, nel quale la vita si svolge in armonia con Dio e con il creato, tale condizione viene infranta da Adamo ed Eva attraverso la disobbedienza; l'essere umano perde l'innocenza perché vuole emanciparsi dal limite imposto dalla propria condizione e il desiderio di superare il proprio limite diviene la causa della perdita del Paradiso.
I protagonisti della storia portano con loro tutto ciò da cui vorrebbero liberarsi e cioè l'ambizione, il desiderio di possesso, la rivalità e la volontà di affermarsi.
Nessuno di loro è salvo ed ognuno di loro è dannato.
La fotografia del film rende bene tale dannazione con colori cupi o accecanti e con immagini di animali decomposti o con la visione di eventi naturali al limite dell' umana sopravvivenza; la musica accompagna tale danza macabra in un vortice nel quale non si intravede salvezza.
Accenno brevemente alle figure dei personaggi che sono, a mio parere, solamente una rappresentazione delle pulsioni primordiali dell'essere umano.
Ritter vuole costruire una nuova filosofia di vita.
Eloise vuole realizzare un paradiso di lusso e potere.
Margret vuole una vita stabile per sè e la sua famiglia nella quale rivendica la scelta matrimoniale fatta non per volontà ma per paura di rimanere nubile e lotta come un animale furioso per legittimare ciò che non ha scelto, utilizzando anche l'ambiguità e la violenza sordida.
Hans, il marito di Margaret, non brilla per spirito di iniziativa.
Dore è forse l'unica figura che agisce con consapevolezza e riscatta la sua sudditanza a Ritter con un atto estremo e violento.
Riferendomi alla lettura di Kant "Che cos'è l'Illuminismo?", l'invito del filosofo ad uscire dallo stato di minorità per potersi servire della propria ragione rivela un processo di emancipazione intellettuale ma l'emancipazione dell'essere umano conduce necessariamente alla libertà oppure si potrebbe trasformare in una nuova forma di dominio?
Nel film si evince che i protagonisti confondono la ricerca della libertà con l'imposizione della propria volontà a scapito di altri.
Kant suggerisce che l'autonomia non consiste nel fare tutto ciò che si desidera ma nel saper riconoscere i principi morali che limitano anche la propria volontà e se non vi è la responsabilità la libertà fallisce.
Mi è dispiaciuto molto non aver partecipato al cineforum. Il commento che precede stimola la riflessione sugli argomenti - molto interessanti e vicini alle mie corde - che il film tratta.
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