30 giugno 2026

FILM al cinema - "Obsession" di Curry Barker

(contiene spoiler)

Con Obsession, il giovane regista statunitense Curry Barker firma un esordio sorprendentemente solido, dimostrando una notevole capacità di muoversi tra horror, thriller psicologico e dramma relazionale. Non stupisce che sia già stato confermato un seguito: il film riesce infatti a costruire un universo narrativo inquietante e coinvolgente, lasciando nello spettatore numerosi interrogativi anche dopo i titoli di coda.

Al centro della vicenda troviamo Bear, un ragazzo incapace di liberarsi dal proprio passato. Vive ancora nella casa appartenuta alla nonna, continua a convivere con il dolore per la sua morte e per quella della gatta a cui era profondamente legato e, soprattutto, coltiva da sette anni un sentimento nei confronti di Nikki. Il tempo, per Bear, sembra essersi fermato. La sua esistenza appare congelata in una dimensione emotiva dalla quale non riesce ad uscire.

È proprio qui che il film offre una delle sue chiavi di lettura più interessanti. In termini psicologici si potrebbe parlare di "coazione a ripetere", concetto introdotto da Sigmund Freud per descrivere la tendenza dell'individuo a riproporre inconsapevolmente situazioni e dinamiche emotive irrisolte. Bear continua a ripercorrere gli stessi sentieri affettivi, rimanendo ancorato a un passato che non riesce ad elaborare. Più che vivere il presente, sembra tentare continuamente di riscrivere una storia che non ha mai avuto il coraggio di accettare per ciò che è stata. Rimane bloccato in questo loop, e si affida a forze esterne (un bastoncino magico che realizza un desiderio quando viene spezzato) invece di affrontare la realtà direttamente.

Il tema della manipolazione attraversa l'intera pellicola. Nikki appare inizialmente come una vittima di pratiche legate alla stregoneria e all'influenza di forze esterne. Tuttavia, man mano che la trama procede, le posizioni dei personaggi si fanno sempre più ambigue. Chi è realmente la vittima? Chi esercita il controllo sull'altro? Barker evita risposte semplici e costruisce una relazione in cui dipendenza emotiva, bisogno affettivo e desiderio di possesso finiscono per sovrapporsi. La sensazione è che, ad un certo punto, non sia più possibile distinguere chiaramente chi stia manipolando chi.

Altrettanto interessante è la riflessione sulla percezione della realtà. Bear è convinto che Nikki ricambi i suoi sentimenti ma numerosi dialoghi suggeriscono una prospettiva differente. Lei sembra averlo sempre considerato una figura familiare, quasi un fratello: non a caso richiama esplicitamente la fiaba di Hansel e Gretel (trasformata da Nikki in una versione incestuosa e macabra dell’opera dei fratelli Grimm), evocando un legame che appartiene più alla sfera fraterna che a quella romantica. Il film mostra così come desideri, aspettative e bisogni possano influenzare profondamente il modo in cui interpretiamo le relazioni.

Sul fondo della narrazione emerge infine un altro elemento centrale: il rapporto con le emozioni. Bear trascorre gran parte della sua vita evitando di confrontarsi apertamente con il dolore, il lutto, la perdita e l’amore provato per Nikki. Eppure, le emozioni non cessano di esistere quando vengono represse. Già Charles Darwin sottolineava la loro funzione adattiva per la sopravvivenza dell'individuo, mentre Paul Ekman (illustre psicologo statunitense deceduto da poco) avrebbe successivamente dimostrato l'universalità di alcune emozioni fondamentali. Obsession sembra ricordare proprio questo: ciò che non viene riconosciuto e vissuto tende a riemergere sotto altre forme, spesso più disturbanti e difficili da gestire.

Pur presentando alcune inevitabili imperfezioni tipiche di un'opera prima, Obsession si distingue per la capacità di intrecciare tensione narrativa e riflessione psicologica. Curry Barker realizza un film che parla di lutto, attaccamento, percezione e dipendenza emotiva senza rinunciare all'intrattenimento. Un esordio convincente che lascia intravedere prospettive molto interessanti per il futuro della saga e del suo autore.

Marco Aurelio Lorusso


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