15 luglio 2026

Classici del cinema sotto l'ombrellone - "Il cammino della speranza" di Pietro Germi (Italia 1950)

Capolavoro del neorealismo italiano firmato dal grande regista Pietro Germi, il film narra l'umana vicenda di un gruppo di  minatori siciliani costretti, con l'inganno, ad emigrare illegalmente in cerca di una vita senza più fame. 

Il lungo e penoso tragitto del riscatto richiederà non poche sofferenze e sacrifici: solo alcuni di loro, alla fine, ce la faranno ma il prezzo pagato risulterà caro, anzi carissimo.

Germi ci proietta nell' immediato dopoguerra di una dignitosissima Italia stracciona, costretta a rischiare tutto pur di lavorare e sfamarsi.

Quel vissuto, che è nostra storia recente, nel ricordarci chi siamo e da dove veniamo, ci costringe a riflettere sul presente non dissimile dove a pagare quel prezzo sono altri esseri umani sfortunati come lo fummo noi: stessa miseria e sfruttamento, stessi inganni e traversie, stessi pericoli e rischi. 

Ci si accorge, quindi, che nulla è davvero cambiato e che tutto ruota in un vortice di trascorsi che non ci abbandonano mail veramente: Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti, Italia 2006) e prima o poi tutto ritorna, anche quello che fingiamo di aver dimenticato. 

La fotografia di Leonida Lombardi, nel sublimare i personaggi pietrificandoli in sguardi indimenticabili, ci riporta agli scatti  più recenti di Steve McCurry, i cui colori, tuttavia, non fanno rimpiangere il bianconero corposo e pieno di dolorosa passione del film. 

Una passione dalla quale parrebbe pressoché impossibile emanciparsi se torna a ripetersi sotto gli occhi di coloro che oggi si assopiscono nell'indifferenza e nella vergogna. 

E così quel ricordo, flebile, delle nostre sventure resta confinato solo negli occhi, raggelati e nudi, di Saro e dei suoi compagni, mentre la voce narrante del regista denuncia, nel finale, l'insensatezza e l'ingiustizia di un oltraggio sempre uguale. 

AleLisa

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