1 luglio 2026

FILM al cinema - "Amarga Navidad" di Pedro Almodòvar

(contiene spoiler)

L'ultimo film dell'eclettico regista spagnolo conferma la sua già ben nota bravura con una nuova storia intima, in chiave tutta soggettiva, al confine tra la vita e la morte. Certo, la sua cifra stilistica pare un poʻ abusata, ripiegata su sè stessa, così come la scrittura che nella seconda metà del film si dilunga, rischiando di appesantire lo spettatore. Ma qui chi ci parla è Pedro Almodòvar e questo è il suo personale colloquio con il tema della morte che pare essergli, col passare degli anni, particolarmente caro. 

La sceneggiatura è ben scritta, il ritmo la sostiene, pur se le divagazioni non mancano in cerca di una chiave, di una qualche soluzione al tema centrale, il lutto, che, premendo dal basso, genera e diffonde panico. I movimenti di macchina risultano coinvolgenti; le inquadrature ampie, terse, illuminano gli ambienti raffinati in cui i volti di chi soffre si disperdono. 

ll dolore incalza e, pur se con una buona dose di narcisismo misto ad egoismo (ma caldo e senza cattiveria sottesa), l'autore appare spaventato dalla morte e con lui il protagonista che la dissimula cercando l'impossibile: la sua negazione. Ma il ricordo di chi non c'è più resiste, sta lì silenzioso e robusto, pervicacemente, attaccato con rabbia alle nostre radici, ai gangli più nascosti di noi stessi... e non ci dà tregua. 

E così la vita quotidiana si offusca, il vissuto rimosso ci tormenta, infesta il nostro presente, produce ansia e mal di testa indicibili che nessuna medicina fuga per sempre mentre l'amore vigile di chi ci sta accanto sta lì ad aspettarci, muto e paziente. Eppure, alla fine, qualcosa accade e, dispiegandosi, si rivela. Improvvisamente capiamo. Un coraggio sordo ma cosciente ci rianima e la scrittura salvifica del protagonista ci proietta, come un alfiere, a nuove possibilità dove vita e morte, presente e trauma, possono finalmente imparare a dialogare. 

AleLisa

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