24 maggio 2026

FILM in streaming - "To the bone" di Marti Noxon (USA 2017)

(contiene spoiler)

Con il suo esordio dietro la macchina da presa, la regista statunitense Marti Noxon ci catapulta nell’universo dei DCA, ossia i disturbi del comportamento alimentare, tema sempre attuale e che merita sempre più di un approfondimento. Il messaggio che compare a schermo prima dei titoli di testa ci informa che ciò che lo spettatore vedrà è tratto da una raccolta di storie realmente accadute.

La pellicola segue le vicende di Ellen (interpretata da Lily Collins: per recitare questa parte ha subito una trasformazione fisica impressionante), che soffre di una grave forma di anoressia, con continui ricoveri e situazioni al limite. Il film, come una scatola cinese, si svela lentamente mostrandoci il vortice di emozioni in cui Ellen è catapultata fin dalla sua nascita. La depressione post partum della madre, la separazione dei genitori, la nuova famiglia del padre in cui Ellen viene trapiantata e la costante assenza della figura paterna, che non compare mai perché sempre impegnata a fare altro. Tutti questi ingredienti portano lo spettatore a comprendere la situazione emotiva e ad empatizzare con la ragazza. Ogni suo comportamento, ogni sua reazione si carica di senso col passare dei 107 minuti della pellicola.

La parte centrale del film è quella che colpisce emotivamente e accompagna lo spettatore verso il finale toccante. Ellen viene presa in cura dal dottor William Beckham (interpretato da un insolito Keanu Reeves), il quale le chiede una permanenza di almeno sei settimane nel centro di riabilitazione da lui gestito, e in cui vivono già sei ragazze e un ragazzo, Luke, con cui Ellen stringerà un rapporto molto stretto.  Ogni ragazzo è affetto da un disturbo alimentare specifico, dal Binge Eating Disorder (o BED, ossia il disturbo di alimentazione incontrollata) alla bulimia nervosa. Nonostante la diffidenza iniziale, Ellen inizia a instaurare un buon rapporto con i coinquilini e inizia ad abituarsi alle particolari regole imposte dal dottor Beckham, come ad esempio ottenere premi al raggiungimento di obiettivi (che per la maggior parte delle volte corrispondono all’aumento del peso). Il dottor Beckham, durante le sei settimane di ricovero, propone ad Ellen di iniziare a farsi chiamare Eli: la cosa all’inizio non piace alla ragazza, che però col passare del tempo inizia ad utilizzare proprio questo soprannome. Ellen diventa Eli: è il primo passo per l’acquisizione di una nuova identità, o meglio della scoperta della vera identità della ragazza, in un processo che punta a spezzare la catena con un passato doloroso.

Le dinamiche tra i ragazzi e alcuni accadimenti tragici che avvengono nella clinica, però, portano presto Ellen ad abbandonare la residenza e a tornare dalla madre biologica, a Phoenix. È da qui che il film raggiunge il suo climax emotivo: la sofferenza di Ellen è la sofferenza di una bambina mai amata e la scena in cui la madre la allatta con un biberon pieno di late di riso ha un impatto emotivo molto forte. La ragazza, dopo questa scena, inizia a vagare per il deserto dell’Arizona e "tocca il fondo" (espressione usata dal dottor Beckham per indicare l’unico momento in cui Ellen avrebbe potuto riemergere dalla sua situazione): la ragazza si addormenta e sogna di vedere il suo corpo emaciato e ridotto all’osso, to the bone appunto. Da qui, comprende la gravità della situazione e decide di tornare nella clinica, dove lascia allo spettatore la sensazione di voler finalmente prendere in mano la sua vita.

Marco Aurelio Lorusso

 

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