27 luglio 2026

FILM in streaming - "Watchmen" di Zack Snyder (USA 2009)

(contiene spoiler)

Tratto dall'omonima graphic novel, Watchmen è un film che si distingue dai classici racconti sui superhero movie perché mette profondamente in discussione la figura dell'eroe tradizionale. Invece di presentare personaggi perfetti e privi di difetti, l'opera mostra individui complessi, segnati da traumi, contraddizioni e difficili scelte morali. La storia è ambientata in una realtà alternativa del 1985, durante la Guerra Fredda, in un periodo in cui il mondo vive costantemente sotto la minaccia di un possibile conflitto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica. In questo universo i supereroi sono realmente esistiti ma sono stati costretti ad abbandonare la loro attività dopo essere stati dichiarati illegali dal governo. La vicenda prende avvio dall'omicidio di Edward Blake, conosciuto come il Comico, un ex vigilante dal carattere violento e controverso, responsabile in passato di crimini efferati ma rimasto impunito in quanto “supereroe”. La sua morte spinge Rorschach, uno degli ultimi eroi ancora attivi, a indagare su una possibile cospirazione che sembra coinvolgere anche gli altri membri dei Watchmen. 

Uno degli aspetti più interessanti del film è il modo in cui vengono rappresentati i protagonisti. A differenza dei supereroi tradizionali, i Watchmen non sono simboli assoluti di giustizia ma individui imperfetti con una propria visione del mondo e della moralità. Ad esempio il Dottor Manhattan, l'unico personaggio dotato di veri poteri sovrumani, appare progressivamente distante dall'umanità, incapace di provare emozioni secondo gli stessi criteri delle persone comuni. Attraverso questi personaggi il film invita lo spettatore a interrogarsi sulla natura del potere e sulla capacità di chi lo possiede di utilizzarlo in modo responsabile. 

Una delle frasi più significative del film appare scritta con una bomboletta spray sulla vetrina di un negozio durante una manifestazione: “Who watches the Watchmen?”. Questa frase, oltre a richiamare il nome del gruppo di supereroi protagonisti, rappresenta un chiaro riferimento alla celebre massima latina attribuita a Giovenale, “Quis custodiet ipsos custodes?” (“Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?”). La domanda racchiude uno dei temi fondamentali dell'opera: se coloro che hanno il compito di proteggere la società possiedono un potere superiore agli altri individui, chi può controllare le loro azioni e impedire che abusino della loro posizione? 

Un tema centrale del film è infatti il rapporto tra giustizia e moralità. Watchmen mette in discussione l'idea che sia sempre possibile distinguere chiaramente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ogni membro dei Watchmen agisce secondo una propria idea personale e soggettiva di giustizia. Rorschach rappresenta in modo evidente questa concezione: la sua visione del mondo è profondamente manichea, poiché divide la realtà in bene e male senza ammettere compromessi o sfumature. Al contrario, altri personaggi, come Gufo Notturno II, dimostrano maggiore incertezza e sono disposti a mettere in discussione i propri principi morali davanti alla possibilità di raggiungere un bene superiore. Proprio da questo contrasto nascono alcune delle domande più importanti poste dal film: è possibile compiere un'azione moralmente sbagliata se questa porta a un risultato positivo? Se la risposta è sì, esisterebbe comunque un limite oltre il quale non è possibile spingersi? 

Un altro elemento fondamentale dell'opera è la riflessione sul potere. Il film suggerisce che un individuo dotato di capacità straordinarie potrebbe rappresentare tanto una possibilità di salvezza quanto una potenziale minaccia. La presenza del Dottor Manhattan modifica completamente gli equilibri politici mondiali, dimostrando come un potere quasi illimitato possa generare contemporaneamente sicurezza, paura e dipendenza. La pellicola si interroga quindi sul rischio di affidare il destino dell'umanità nelle mani di pochi individui, anche quando questi sembrano agire per il bene collettivo. Il caso del Dottor Manhattan è particolarmente significativo perché mostra come un potere quasi divino possa allontanare progressivamente chi lo possiede dal resto dell'umanità. La sua capacità di percepire il tempo e gli eventi in modo diverso lo porta a sviluppare un distacco emotivo sempre maggiore, fino a considerare gli esseri umani quasi come un'entità distante da sé. Attraverso questo personaggio il film evidenzia come il possesso di un potere straordinario non renda automaticamente una persona capace di utilizzarlo correttamente. Al contrario, più grande è il potere posseduto, maggiore dovrebbe essere la responsabilità nel suo utilizzo. 

In conclusione, Zack Snyder utilizza il genere del cinecomic per mettere in discussione alcune convinzioni tradizionali sull'eroismo e mostrare un mondo in cui anche coloro che dovrebbero proteggere gli altri possono essere protagonisti di scelte difficili arrivando ad azioni moralmente sbagliate. Proprio questa complessità rende il film un'opera ancora oggi significativa, capace di spingere lo spettatore a interrogarsi sui limiti del potere e sulle responsabilità che derivano dal possederlo.

Giulio Monti


Nessun commento:

Posta un commento